Il racconto di Fatma

Ciao a tutti/e volevo raccontare la mia storia di come ho incontrato l’insufficienza renale. Nel 2018, verso Giugno, sono diventata mamma di una bimba bellissima. Premetto che qualche settimana prima mi avevano fatto una trasfusione di ferro perché ero anemica. Sta di fatto che era andato tutto bene, allattavo e a Novembre avevo fatto degli esami del sangue perché non stavo bene. Mi sentivo sempre stanca, non avevo appetito, ero sempre nervosa, ecc.. Quando sono andata dal medico (che dopo di questa visita è andato in pensione), mi disse che dovevo stare a dieta e che a gennaio avremmo fatto dei controlli. A dicembre a Natale e a Capodanno ovviamente si festeggia, ma continuavo a star poco bene. Da li vedevo che le mie urine diventavano sempre più rosse. Premetto che avevo il ciclo e quindi per 10 gg subito dopo capodanno, mi sono chiusa in casa sempre con gli stessi sintomi se non peggio: dolore nella parte renale, addominale, stavo sempre a letto, dormivo sempre, ero sempre stanca, ecc. Siccome avevo il mio medico di base in pensione, decido di recarmi in ospedale per un controllo. Ero con la bambina perché nessuno poteva tenermela e in più la stavo allattando. Il problema era che non stavo più in piedi e dopo 8 ore in ospedale senza mangiare, senza bere, mi hanno ricoverata d’urgenza per insufficienza renale e mi avevano subito messo una flebo di amoxicillina e di acqua perché ero disidratata. Mi avevano messa in ginecologia perché non potevo andare in reparto medicina con una piccola di 5 mesi. Dopo 3-4 giorni una dottoressa con sguardo serio mi guardò e mi disse che era meglio fare una Biopsia Renale. Mi spiegò di cosa si trattava, che dovevo trasferirmi in un altro ospedale in reparto Nefrologia e la cosa che mi ha fatto più male è stato separarmi da mia figlia per 10 giorni. Piansi per tutta la notte e anche il giorno dopo. Dopo due giorni mi avevano dimessa, sono stata a casa il fine settimana con i miei figli, ho dato la bimba a mia mamma e sono ripartita per stare quei maledetti 10 gg senza vedere mia figlia. Ho pianto per tutto il tempo. Arrivai in reparto ed ero la paziente più giovane di almeno 50/60 anni rispetto alle signore di 80 e 90 anni. Avevo paura, mi sentivo fuori dal mondo, dovevo togliere il latte pieno di antibiotico (era color lattementa), ne facevo tantissimo. Il giorno dell’Intervento è stato tragico perché era morta una signora di stanza. Credevo fosse un brutto segno. Ero morta di paura. Credo di essermi avvicinata a Dio in quel momento. Per fortuna avevo il mio compagno e mio fratello con me che mi hanno sostenuta per tutto il tempo. Alla fine l’intervento era andato tutto bene, grazie anche al primario, e sono rimasta ferma tutto il giorno, fino al giorno dopo. Le infermiere sono degli angeli che non smetterò mai di ringraziarli. Quando mi hanno dimessa ho iniziato una terapia con loro che ora ho interrotto per il Covid 19. E’ stato uno dei momenti più brutti dell’aria vita e la fine dell’allattamento. Mia figlia ha subito un trauma secondo me, ha paura che l’abbandono. Poverina cucciola.

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