Il racconto di Roberta B

la mia storia cominica a 20 anni ora ne ho 40….
Ero un’a atleta professionista, giocatrice di tennis, e durante un torneo mi sento male, mi portano in ospedale e dopo diversi controlli mi spediscono a milano per fare biopsia renale….lì la sentenza Glomerulonefrite mesangioproliferativa ad accumulo di igA….
iI medici tranquillizzano me e la mia famiglia, non succederà nulla di grave la patologia è autolimitante, ti toccherà solo rinunciare al tennis , SOLO!!!!! Ad una ragazza di 20 anni, all’apice della sua carriera sportiva( non ero niente male 745 delle classifiche WTA, n. 5 in Italia, ex campionessa italiana di doppio…me la cavavo diciamo) dire rinunciare al tennis è stato un colpo al cuore, il primo di una lunga serie di rinunce.
Questo verbo, questa necessità di rinunciare è diventato una costante sempre più presente e pesante con il progredire degli anni…..
a 20 anni rinunci al tennis, a 30 rinunci alla maternità nella sua forma più intima ed emozionante…la gravidanza, a 32 cominci ad entrare ed uscire dagli ospedali effettuando percorsi terapeutici sempre più impegnativi fatti di boli di cortisone e chemioterapici a basse dosi anche se all’uscita trovi il tuo compagno che incurante delle tue perplessità ti porta comunque al mare per festeggiare il ferragosto insieme ai tuoi amici….menomale!
A 38 anni rinunci alla tua sana e completa alimentazione fatta di legumi, verdure fresche, frutta tanta frutta……e comincia l’epoca delle bolliture, del pesare ogni cosa , del convincere tua madre a bollirti e pesarti le verdure …Lei vuole aiutarti ma tu non ti trovi nei suoi circa, quasi , non ricordo….
Ad oggi continuo a rinunciare ad un sacco di cose, ma non ho mai rinunciato a sorridere!
Chi mi conosce sa che con me si scherza sempre anche sulla malattia, anche sul mio pane che non è proprio fragrante o la mia pasta che non è proprio pasta con una cara amica cantiamo spesso la canzone di Pollon….” sembra pasta ma non è, serve a darti l’energia”, anche se Pollon parlava di una polverina bianca di discussa natura:!
Una vita di rinunce eppure vivo il periodo più sereno della mia vita, in cui mi godo tutto quello che posso fare, i miei due bicchieri di vino a settimana, i miei sgarri 1 volta a settimana mia figlia Sofia, adottata nel 2016, mio marito compagno di allora e roccia di sempre.
Perchè il segreto è dare valore alle piccole cose, a quello che si ha e che si può fare senza piangersi addosso , senza pensare a chi sta meglio, con uno sguardo al futuro e la consapevolezza che la vita è meravigliosa malgrado le rinunce.
Sono consapevole che la vita non è ciò che noi ci prefissiamo, che la vita va per la sua strada malgrado la nostra tenacia ad indirizzarla.
La vita va assecondata, va vissuta fino alla fine, come se davvero il tuo ultimo giorno potrebbe essere questo.
Se partiamo dal presupposto , reale, che tutti possiamo morire, in qualunque momento, allora i tuoi problemi di salute non sono altro che uno sprono, un monito a non abbassare la guardia, a non piangersi addosso, a godersi l’aperitivo con l’amica, il successo professionale, la passeggiata con il bimbo, i giorni al parco, la piscina a luglio e il mare ad agosto, ma anche le fragole cazzo!!!!
Le fragole che posso mangiare e le patate lesse e ma poi fritte poche ma più buone delle normali.
A dimenticavo lavoro parecchio, sono un’ odontoiatra, quasi 14 ore al giorno tra pubblico e privato e ignoro costantemente quel senso di stanchezza che mi pervade ogni risveglio, lo supero, non lo ascolto consapevole che è solo un monito del mio corpo ed ho imparato a gestirlo negli anni, sarà perchè ho la testa dura e non permetto a nessuno neanche alla mia IRC di dirmi di smettere di sorridere.

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